Perchè scrivere un articolo su un argomento apparentemente scontato? Chi mai si permetterebbe di scuotere il proprio bambino?

La risposta è molto semplice: NESSUNO VOLONTARIAMENTE SCUOTE I BAMBINI.

Ed ora rispondiamo alla prima domanda: questo articolo ha come obiettivo informare le neo mamme e i neo papà sui corretti comportamenti da tenere di fronte al pianto prolungato del neonato, per prevenire la “sindrome del bambino scosso”.

L’obiettivo principale è dunque sensibilizzare le persone che si prendono cura dei bambini al fine di aiutarle a non sentirsi colpevoli se, di fronte al pianto insistente del neonato, avvertono un senso di stanchezza o inadeguatezza. È vero, infatti, che nei primi mesi di vita i bambini possono piangere molto. Si tratta di una fase tipica dell’adattamento del bambino al nuovo mondo (loro conoscevano solo il mondo all’interno dell’utero) e ricordiamoci che il pianto è la forma principale di comunicazione del neonato.

Cosa sapere

Alcuni bambini nei primi mesi di vita possono piangere molto.

I neonati iniziano a piangere a 2-3 settimane di vita con intensità crescente fino a 4-6 settimane. Come molti piccoli nel mondo animale piangono per richiedere attenzione, protezione e nutrimento. Il pianto può essere, pertanto, considerato come un comportamento innato e parte integrante del normale sviluppo del bambino. In seguito il pianto si riduce gradualmente fino al 4°-5° mese di vita del bambino, periodo in cui riusciamo meglio a comprenderne il significato.

Cosa fare

Come ci si deve comportare se il pianto del bambino persiste?

Prendetelo in braccio, ninnatelo cantando dolcemente una canzone, fategli un bel bagnetto caldo oppure programmate un’uscita in macchina o con la carrozzina. Vedrete che si calmerà.

E se continua?

Non drammatizzate, sapete che è una fase tipica dei primi mesi di vita e che passerà. Se vi sentite troppo stanchi, potete mettere il vostro bambino nella culla supino e prendervi una pausa; oppure chiedere un aiuto ad un familiare in modo che possa badare al bimbo intanto che voi vi calmate e quindi possiate in seguito avvicinarvi più calmi e sereni.

Cosa non fare

Ricordate: MAI SCUOTERE IL BAMBINO nel tentativo di farlo smettere. MAI!

Il pianto prolungato, la nuova vita, la stanchezza, le difficoltà dell’essere neo genitori, tutti i cambiamenti che avvengono quando arriva un pupo, mettono a dura prova la pazienza e il self-control dei genitori. Non nascondiamoci dietro un dito: essere genitori è un lavoro davvero faticoso! Ci si mette in discussione più che mai, a volte ci si sente incapaci.. e la pazienza se ne va via, il nervosismo aumenta, ci si arrabbia e non poco!!! Ma il vostro bimbo è lì che vi chiama (piangendo).. quante volte avete vissuto questo momento?   🙂

Ed è proprio nel momento prima che la pazienza svanisca, che dobbiamo appoggiare il nostro bimbo nel lettino o affidarlo ad un familiare, ma mai scuoterlo per farlo smettere. Pur scuotendolo non smetterà!

Non si sta trattando con un adulto che in preda ad una crisi necessita di uno scossone per ritornare alla realtà.

Abbiamo tra le mani un esserino i cui muscoli del collo sono ancora troppo deboli per resistere al movimento e al contraccolpo. Inoltre ricordiamoci che i bruschi movimenti del capo in avanti e indietro possono causare lesioni cerebrali. Il cervello del bambino ha dimensioni più piccole rispetto alla calotta cranica che lo contiene, questo significa che se scuotiamo la testa del bimbo, al suo interno il cervello rimbalza contro le pareti delle ossa craniche come se fosse una gelatina. Questi traumi posso provocare lievi o grandi sanguinamenti (a seconda della forza che si impegna) e avere delle conseguenze, anche serie.

Se a seguito di uno scossone il vostro bimbo manifesta convulsioni, vomito o ipotono degli arti è consigliabile eseguire una visita urgente al pronto soccorso pediatrico più vicino, facendo presente che i sintomi sono comparsi a seguito di un gesto brusco. Per gli operatori è di fondamentale importanza conoscere la causa dei sintomi per poter agire tempestivamente sul vostro bimbo. Il compito degli operatori è prendersi cura del bimbo, non giudicarvi, non abbiate paura perchè la reale descrizione dei fatti e la tempestività possono fare la differenza!

 

Lo stesso discorso vale anche per il gioco: lanciare il bimbo in alto o farlo salire e scendere velocemente ha lo stesso effetto che scuoterlo. L’incapacità dei muscoli del collo di sostenere la testa e il contraccolpo provocano una brusca caduta della testa stessa e quindi un movimento innaturale del cervello al suo interno.

 

Noi ci prendiamo cura delle nuove famiglie e la nostra missione è anche quella di informare e formare correttamente i genitori e tutti coloro che interagiscono con i bimbi. L’informazione permette di crescere come genitori e di prendere le decisioni giuste per la propria famiglia.

SE CONOSCO POSSO SCEGLIERE! PASSATE PAROLA.. UNA COCCOLA A TUTTI I VOSTRI BIMBI <3